Sempre più spesso i Tg nazionali narrano episodi di cronaca relativi a violenze alla persona e di aggressioni di varia natura.

Molti di voi si saranno posti le seguenti domande: “Cosa posso fare per sentirmi più sicuro?” e ancora “meglio apprendere un’arte marziale, frequentare uno sport di combattimento o un corso di difesa personale?


In Italia, negli ultimi anni, si sono moltiplicate le scuole di arti marziali, di sport di combattimento e di difesa personale…tante scuole, forse troppe per chi vuole scegliere. In generale da ciascuna disciplina marziale si traggono specifici insegnamenti e devo dire che sono tutte affascinanti. Volendole suddividerle in macro-categorie, potremmo distinguere tra:

Discipline prettamente di lotta, come ad esempio il Judo, la Lotta libera, il Brazilian Jiu Jitsu, Sumo e la Lotta greco-romana. In generale qui non vengono portati colpi diretti come pugni o calci, ma ci si limita ad effettuare prese, strangolamenti, atterramenti e leve articolari;

Discipline di tipo pugilistico e di combattimento, eventualmente anche con l'impiego di calci oltre che di pugni. Rientrano in questo gruppo, solo per citarne alcune, la Boxe, lo Shaolinquan, il Savate, la Thai-Boxe, la Kick Boxing, il Tae Kwon-do, il Karate, ecc…;

Discipline orientate alla difesa personale, come ad esempio l’Aikido, il Kali, il Silat, il Wing Chun ed il Krav Maga. Queste discipline difficilmente hanno un'applicazione di tipo sportivo, in quanto richiedono l'uso di tecniche "proibite" o comunque non applicabili in tutti quei contesti che prevedono la salvaguardia fisica dell'avversario;

Discipline chiamate “Difesa Personale”, della durata di 10/15 sedute (tra teoria e pratica) in cui gli istruttori, più che darvi pochi consigli teorici e dimostrare qualche tecnica, non possono fare. Ricorda sempre la locuzione latina repetita iuvant: infatti secondo studi scientifici sono necessarie circa 10.000 ripetizioni per automatizzare un gesto, questo vale anche per gesti similari - vedi transfer. Il transfer è la capacità di saper trovare una risposta motoria, in un contesto nuovo, in altre esercitazioni o azioni (differenti da quelle che ci si accinge a risolvere). Il Transfer può essere positivo, negativo (è più raro) o neutro (per esempio tennis e tennis tavolo per la coordinazione oculo-manuale ed il calcolo della traiettoria della palla);

Discipline di combattimento “da strada”, come le M.M.A. (mixed martial arts) hanno come aspetti positivi di insegnarvi ad incassare i colpi e a combattere in maniera molto cruenta e quindi realistica, ma per contro il contatto fisico violento di ogni seduta di allenamento produrrà come risultati ematomi, lividi, contusioni, distorsioni e potenziali rotture osteo-muscolari;

Altre discipline marziali, come ad esempio la Capoeira ed il Tai Chi, che eliminano in tutto o in parte la componente "aggressiva" dell'arte da combattimento, per utilizzarne l'aspetto di esercizio fisico, la ritmicità e la fluidità dei movimenti, insiti nell'arte medesima.

Alcune delle discipline sopra elencate hanno anche un’importante pratica meditativa legata anche alla respirazione. Mi scuso per non averle nominate tutte, ma sono centinaia e il mio scopo non è certamente quello di fare un lungo elenco. Quanto sopra l’ho scritto solo per dare un’idea della suddivisione e delle caratteristiche generali dei macro gruppi.

Tornando alle domande poste all’inizio di questo capitolo, ossia “Cosa posso fare per sentirmi più sicuro?” e ancora “meglio apprendere un’arte marziale, frequentare uno sport di combattimento o un corso di difesa personale?”, rispondo…dipende.

Dipende dalla condizione fisica e spirituale che ricerchi (oltre al corpo, desideri nutrire anche la mente?), dagli obiettivi personali e dalla motivazione (desideri sentirti più sicuro in generale, rinforzare i tuoi muscoli, picchiare senza alcuna tecnica rischiando di provocare seri danni all’aggressore, oppure essere lucido nel momento del bisogno?), dal tempo a disposizione (le mamme di bambini piccoli e le persone che lavorano fino a tardi non sempre hanno tempo e voglia di chiudersi in una palestra, pertanto l’attività che ricercano dovrà essere a maggior ragione divertente e utile allo stesso tempo) e infine dal divertimento (eh si…se non ci si diverte è difficile allenarsi per lunghi periodi ed ottenere i risultati sperati).


I VOSTRI OBIETTIVI QUALI SONO?

Se come obiettivo vorreste apprendere tecniche per difendervi da un picchiatore da strada, non bisogna mai dimenticare che l’ipotetico aggressore potrebbe essere un soggetto nervoso, arrabbiato, forte e violento, contro il quale non valgono le mezze misure.

In questo caso vi dovreste orientare verso discipline che prevedono pugni e calci "reali" con tanto di contatto fisico e relativi ematomi (mettete in conto lividi, contusioni ed eventuali rotture osteo-muscolari). Evitate tutto il resto.

Depennate dalla vostra lista anche quelle  discipline che sono esclusivamente orientate alla lotta:
molte prese, strangolamenti e leve funzionano, non me ne vogliano i cultori di queste discipline, solo se il vostro avversario tira pugni e calci “telefonati” (ossia preparati), non è armato e non è in compagnia di altri balordi come lui. Al mondo esistono degli autentici guru in grado neutralizzare un aggressore con l'eleganza e la fluidità di queste tecniche, ma si tratta di eccezioni ben al di fuori della portata dell'uomo e della donna medi.

Diversi esperimenti, come quelli del Rocky Mountain Combat Application Training (RMCAT), hanno dimostrato che la conoscenza di un'arte marziale, per quanto completa ed avanzata, non comporta un significativo aumento delle vostre chance se l'aggressore è un vero picchiatore da strada. Gli esperimenti fatti da questo gruppo di studio non sembra lascino spazio a dubbi.
Il metodo consisteva nel convocare un gruppo di volontari, esperti di arti marziali, di diverse discipline e con un livello tecnico che andava dalla cintura nera in su.

Le persone di questo gruppo, una alla volta, venivano fatte entrare in una specie di ring dove si trovava un "vero" picchiatore, mascherato e vestito con una speciale tuta imbottita che proteggeva tutto il corpo ed anche la testa. Le istruzioni erano quelle di non attaccare, fintanto che l'energumeno, dopo alcuni comportamenti ostili e pesanti insulti provocatori, non avesse attaccato.
In caso di attacco, però, sarebbe stato possibile contrattaccare con tutte le sue forze e con qualsiasi tecnica.

I risultati sono stati scoraggianti.

Ad ogni occasione, l'energumeno mascherato, dopo aver insultato il soggetto, aveva attaccato improvvisamente avendo la meglio sul malcapitato. In pochissimi casi la cavia dell'esperimento (l’esperto di arti marziali) era riuscito a reagire tempestivamente ed in modo efficace.

Nella maggior parte dei casi, le reazioni sono state scomposte, impacciate e comunque non in grado di fermare la furia dell'attacco.


Che cosa ha insegnato quest'esperienza?

Essenzialmente tre cose:

1.La padronanza della tecnica è quasi inutile se a questa non si abbina una adeguata preparazione psicologica, specialmente per quanto riguarda il controllo emotivo della paura e la capacità di liberare al momento giusto tutta la propria aggressività, ma sempre con lucidità.

2.Le arti marziali potrebbero non bastare nei combattimenti da strada, dove il contesto è "senza regole" e ogni colpo è valido. Raramente ci si allena a tirare con forza un calcio all'inguine, anzi il più delle volte è proibito, come non è ammesso infilare dita negli occhi o mordere.

3.Molte arti marziali sono troppo complicate da applicare nel contesto di strada. In alcune discipline, l'allievo impara dozzine di movimenti, rotazioni, posture e tecniche poco utili. Solo i movimenti più semplici, rapidi e diretti, come alcune tecniche di pugno, hanno effettive possibilità di impiego per strada. Inoltre conoscere decine di tecniche rappresenta un handicap quando si deve reagire in fretta. Meglio conoscere poche tecniche di pugno e di calcio ed usarle bene ed in modo istintivo.


Quando il nostro avversario non è l'amico di turno in palestra, ma un tizio violento, cambia tutto il contesto: tattiche e strategie possono saltare. L'esperienza insegna che la maggior parte dei picchiatori da strada, è gente che in palestra non c'è mai andata.

L'allenamento per prepararsi a uno scenario simile, di fatto non esiste.


Quindi, concludendo, quale disciplina scegliere? Non c’è una disciplina migliore delle altre in assoluto, ripeto dipende da ciò che vorreste apprendere. Se desiderate il giusto mix tra discipline di lotta, di combattimento, di difesa personale, il tutto condito da esercitazioni di fitness calistenico, optate per la Difesa Marziale®.

Nei nostri corsi sarete presi per mano ed accompagnati nel mondo marziale, attraverso esercitazioni studiate ad hoc dal nostro team di istruttori laureati in Scienze Motorie e Sportive, nonché cinture nere di svariate arti marziali.